venerdì, 31 marzo 2006,08:51
Una volta Fini aveva detto che non era d'accordo che fosse permesso agli insegnanti omosessuali mostrarsi per quello che erano davanti ai loro alunni. Credo che fosse in un Maurizio Costanzo Show, non ricordo bene.
Era un'opinione forte, che aveva attratto gli strali dell'intellighenzia italiana, ma pur sempre un'opinione, più o meno condivisibile, ma tale era.
Espressa con i toni pacati e signorili che solitamente contraddistinguono il signor Fini.
Qualcuno deve aver pensato che l'ombra di una certa destra becera e squadrista fosse tornata ad allungarsi su Alleanza Nazionale.
E se n'è approfittato qualche giorno fà.
Vladimir Luxuria, al secolo Vladimiro Guadagno, è arrivato (anzi, arrivatA) alla ribalta da pochi anni.
Simpatica, colta, impegnata radiofonicamente con Radio Capital, dai modi gentili anche quando la si attacca insultandola (cosa che accade spesso) ha deciso di presentarsi in politica.
Con Rifondazione Comunista.
E due giorni fà a Guidonia stava per presenziare un comizio, un normale comizio elettorale, di quelli in cui sali su un palco e dici ciò che pensi.
Qualcuno però aveva deciso che non doveva parlare.
Che gente come lei potesse essere attaccata da politici, chiesa, nostalgici, duri e puri, ma che non avesse diritto di replica.
E così, al grido di "dagli alla checca", un gruppo di fascisti o presunti tali, con in testa due ex consiglieri comunali di AN, l'ha aggredita scagliandole addosso, a lei e al suo corteo, dei finocchi. Ortaggio notoriamente poco tenero.
Aggressori che pensavano di aver interpretato al meglio il pensiero espresso qualche anno prima dal camerata Gianfranco.
E invece...
Sospensione immediata. Due belle pedate nel sedere e via.
Che sia stato fatto perchè siamo sotto elezioni e certi gesti fanno molta immagine o per vera convinzione democratica che NON si può e non si deve attaccare chi voglia esprimere le proprie opinioni pacificamente, non è rilevante.
E' importante che sia stato fatto.
Fosse anche solo per prendere le distanze dalla camerata Alessandra e dalle sue bestemmie da ventennio fascista.
Che magari la prossima volta che qualche compagno si mette al lanciare pietre, sarebbe il caso di comportarsi allo stesso modo...
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giovedì, 30 marzo 2006,09:03
Sembrava che non dovesse durare, che alla fine si sarebbe trovato facilmente il modo di sedare gli animi e che tutto avrebbe seguito il corso stabilito dai poteri forti che quella legge l'avevano voluta.
Invece.
Scenari da '68, manifestazioni con milioni, e dico milioni, di manifestanti, slogan urlati giorno e notte, una mobilitazione quasi senza precedenti.
I francesi reagiscono male, anzi malissimo alla legge voluta da Villepin, il "contrat première enbauche", il contratto di primo impiego.
Sono già due settimane che studenti e lavoratori ronteggiano a muso duro il ministro Villepin, che non sembra intenzionato a fare marcia indietro.
La sostanza della legge è conosciutissima, oramai;
la possibilità, da parte delle aziende, di licenziare i lavoratori sotto i 26 anni senza giusta causa alcuna.
Un precariato di stato che non è altro che una legge Biagi all'acqua di rose (i francesi mettono tutto a ferro e fuoco e gli italiani invece hanno sfogato le loro frustrazioni sui blog... ma questo è un altro discorso).
Partiamo da un paio di assunti personali:
credo che col passare degli anni il concetto di stipendio cambierà profondamente. Probabilmente tra qualche anno gli stipendiati saranno una minoranza rispetto ai liberi professionisti ci sarà una vera meritocrazia che prescinderà dal concetto di stipendio fisso.
Quindi, le leggi di cui sopra servono solo ad accelerare i tempi di qualcosa che, comunque, prima o poi avverrà.
In America funziona così da sempre, e sono i più ricchi al mondo.
Perchè non dovrebbe funzionare anche da noi?
Semplice:
perchè in Italia, come in Francia, non abbiamo ancora la forma mentis adatta ad accettare il concetto stesso di precariato.
Padri e nonni che hanno lavorato una vita sotto stipendio, rimanendo a casa a curarsi quando avevano l'influenza, donne che godevano del congedo di gravidanza, ferie pagate, liquidazione e buona uscita.
Questo fino a pochi anni fà.
E adesso?
Si pretende di cambiare tutto in pochi, pochissimi anni.
E questo non viene accettato.
Così non è un progetto a medio-lungo termine atto a cambiare una delle basi fondanti di una nazione, è un'imposizione diretta e senza condizioni che pretende di cambiare tutto così, da un giorno all'altro.
E poi, avallare il precariato senza inserire norme per l'autoimpiego che aiutino coloro che non lo vogliono lo stipendiuccio precario è il colpo di grazia finale.
In America se voglio aprire una mia attività, l'accesso al credito bancario è estremamente facilitato. Quindi, se lo stato crea leggi che introducono flessibilità per i dipendenti, la cosa non i interessa.
In Italia, dove se voglio aprire una microimpresa devo richiedere ad agenzie apposite prestiti che vengono concessi con difficoltà, con l'IVA a mio carico e poi pregare, la cosa diventa decisamente più complicata.
Probabilmente in Francia è lo stesso.
Ecco perchè protestano.
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mercoledì, 29 marzo 2006,08:44
Che sensazione strana...
da un paio di giorni mi sento in uno stato di grazia particolare, sono più sereno, non cedo più a facili provocazioni proposte da grafomani troppo pieni di sè stessi, sorrido sempre anche se lavoro fino a tarda notte, sto bene.
Mi chiedo a cosa sia dovuto. Anzi ci penso.
Che uno pensa:
magari sei innamorato.
Sì. E' vero.
Ma lo ero anche un mese fà, quindi non è questo, o quantomeno non solo questo.
Lavoro?
Sì, mi sento propositivo, produttivo, sempre impegnato, ma non è nemmeno questo.
Allora?
Allora mi capita di guardare dalla finestra, di vedere il sole, di vedere il sole anche quando esco dall'ufficio a fine orario.
Sento caldo. Ma non un caldo esagerato. Piacevole, quasi un tepore, un alzamento della temperatura che non mi pesa.
Penso a tutte queste cose e, finalmente, ci arrivo. Capisco come mai mi sento così sereno, tranquillo.
Quasi felice.
E' semplicemente arrivata la primavera.
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martedì, 28 marzo 2006,08:47
Oggi sul quotidiano "La Sicilia" c'è un'intervista a Rita Borsellino.
Parla del suo progetto di governo, della sua famiglia, di Paolo (descritto come un uomo che amava i valori di patria e famiglia) e del pericolo di correre in politica con un progetto dichiaratamente antimafia.
E qui dice qualcosa che, da siciliano, mi intristisce profondamente:
dice di aver preparato il proprio staff e la propria famiglia al peggio, perchè ha paura di fare la stessa fine del fratello.
Erettasi ad avanguardia di una Sicilia onesta e pulita, sostenuta da una mobilitazione popolare che non eguali nella storia recente della Sicilia e non solo, con i suoi trecento e passa comitati spontanei, ora si trova costretta ad ammettere di essere in pericolo perchè i vecchi poteri, gli stessi che hanno dominato la Sicilia negli anni, per non dire nei secoli, adesso potrebbero risvegliarsi da un letargo dovuto non ad un indebolimento degli stessi, ma ad una situazione di egemonia assoluta che ha permsso loro di controllare la Sicilia e tentare di abbattere l'ennesimo simbolo cui i siciliani hanno delegato i propri ideali antimafia.
Gli stessi ideali antimafia che hanno sostenuto Paolo e Giovanni nella loro lotta alla mafia, fino al sacrificio estremo.
Ideali che, comunque, ti fanno desiderare di continuare la lotta, fosse anche solo con poche righe scritte su un blog.
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lunedì, 27 marzo 2006,08:47
Capita di passare una domenica sera a casa.
Magari hai passato il pomeriggio a lavorare e decidi di staccare, cenare, magari guardare un po’ di televisione.
Fai un po’ di zapping.
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venerdì, 24 marzo 2006,09:56
Ebbene sì.
Adesso sono anche io ho ricevuto una minaccia di querela.
Per diffamazione!
Non voglio fare il nome di colui che, erettosi a difensore della (sua) giustizia, ha puntato la sua lama contro di me, sfidandomi ad un duello che difficilmente lo vedrebbe vincitore.
E così una certa anima della destra, quella incapace di sostenere un contraddittorio e non certo quella intelligente e moralmente onesta che porta alcuni
ottimi pensatori a postare commenti in questo blog, si svela in tutta la sua becera ignoranza.
Il tizio in questione, che in un suo post che ho preventivamente salvato in caso gli venissero in mente colpi di testa inusitati, mi chiama "troll" che lascia commenti a cazzo, non è nuovo a certe fuoruscite.
Infatti, nel suo simpaticissimo blog insulta praticamente chiunque si trovi più a sinistra di Casini o semplicemente non la pensi esattamente come lui.
Ed assaltare chiunque non sia d'accordo con te è tipico dei grandi pensatori.
Chiama i politici di sinistra, facendo nomi e cognomi, "sporcaccioni" e "jettatori", accusa Daria Bignardi di infrangere la legge e chiama i blogger di sinistra "mosconi nella merda", giustificandosi che è satira!
Tutto conservato da me, in caso che il signorino in questione voglia mettersi a discutere col sottoscritto.
Adesso che il tizio in questione sia uno spammatore, cioè che inondi gli aggregatori di pezzi suoi è chiaro.
In fondo tutti noi blogger siamo spammatori, in questo senso. Inondiamo la rete dei blog di commenti e link per farci leggere.
Il punto è che c'è una certa incoerenza a postare su due categorie politiche differenti, cosa che
Saltino fa notare con ironia e senza insultare nessuno.
Insulto che invece, in pieno clima pre-elettorale, sembra essere diventato una regola di vita.
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giovedì, 23 marzo 2006,09:05
Forse Quattrocchi non era un eroe.
Forse non era un novello D'Acquisto o un Don Puglisi di fine millennio.
Era andato in Iraq a fare il proprio lavoro di bodyguard, un mercenario armato a difesa di un sito.
Non distribuiva pasti agli iracheni, nè soccorreva feriti, ma non mi risulta abbia sparato ad innocenti, nè fatto altro di male.
Detto questo, forse ci sono altre persone che meriterebbero una medaglia d'oro al valor civile, tante altre persone, meno roboanti mediaticamente ma più vere, più vicine alla gente comune.
Ma di certo non vedo niente di incredibilmente disdicevole nel consegnare una medaglia ad un italiano morto in un paese straniero.
Proprio per questo trovo fuori luogo le recenti esternazioni di una, pur rispettabilissima, giornalista italiana che ha definito l'onorificenza a Quattrocchi "una vergogna".
Una giornalista che peraltro ha passato un inferno simile, ma con un finale differente.
Non sono d'accordo, penso siano ben altre le cose vergognose.
Come la mancata consegna di un riconoscimento ad un giornalista, collaboratore della croce rossa, morto in circostanze simili.
Talmente normale nel suo essere eroico che probabilmente nemmeno l'avrebbe voluta, una medaglia.
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mercoledì, 22 marzo 2006,08:47
-continua dal post di ieri-
Pensate che magari fate un paio di dischi come vogliono loro, diventate famosi e poi fate uscire il vostro disco.
Un disco con le palle, le stesse palle che stavate per perdere.
Decidete di accettare, ma alla casa discografica non piace il vostro nome;
dovete cambiarlo.
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martedì, 21 marzo 2006,09:24
Ami la musica.
Quindi, suoni uno strumento.
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martedì, 21 marzo 2006,08:38
Avevo già scritto di Quattrocchi.
Ne avevo scritto bene, avevo trovato molto commovente il video della sua morte, quell'immagine di uomo normale lontano sia dagli ideali di destra che ci vedevano un supereroe, che da quelli di sinistra, che ci vedevano un mercenario senza scrupoli.
Una persona normale.
Adesso a questa persona normale è stata conferita la medaglia d'oro al valor civile.
Un riconoscimento ritenuto doveroso da molti, su cui non voglio esprimere pareri di merito.
Mi chiedo solo:
e i carabinieri di Nassirya?
Non voglio mettermi ad elencare tutti coloro che sarebbero meritevoli di medaglia, da tutti i martiri della mafia, a coloro che cascano da un'impalcatura lavorando in nero per mantenere la loro famiglia, fino alle madri e ai padri di bambini minorati che sacrificano la loro vita per stare vicini ai loro amati.
Però davvero, hanno dato una medaglia a Quattrocchi e non l'hanno data a quei ragazzi saltati in aria durante un'azione di guerra?
O sto dimenticando qualcosa??
Ed Enzo Baldoni?
A lui no?
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