sabato, 03 febbraio 2007,11:04


Prendete fiato e leggete tutto. Lo so che è pesante, ma provateci.
Ok?

Qualche anno fà lavoravo in una rinomata agenzia di pubblicità.
Un ambiente piacevole, stimolante.
Stressante, ma stimolante.
Ero talmente felice di lavorare nella pubblicità, nella VERA pubblicità che non  sentivo nemmeno le ore, tante, di straordinario che facevo.
Mi piaceva realizzare campagne pubblicitarie. Mi piaceva talmente tanto che poi, in seguito, decisi di aprirne una mia, di agenzia di pubblicità.
Era un ambiente pieno di difetti, intendiamoci.
La struttura aziendale, comune a tutte le agenzie del genere, prevedeva un capo.
Uno che aveva amicizie politiche molto influenti, di solito. Chè non ti affidano 100.000  euro di budget pubblicitario “solo” perché hai studiato, o perché hai una grande esperienza o, semplicemente, perché sei un genio della pubblicità.
No, di solito sono le amicizie politiche che ti portano lavoro.
Il capo aveva sempre un'amante. Stipendiata meglio degli altri, solitamente con funzioni di account o di responsabile mezzi, che passava mezza giornata in agenzia a spettegolare al telefono o a girare per gli uffici a far vedere le foto della sua ultima vacanza all'estero, che si sa che spettegolare al telefono stressa e bisogna distrarsi, ecc... e l'altra mezza giornata... boh. Chi la vedeva?
Poi sotto queste due figure c'erano “gli altri”:
il “direttore creativo”, che era una sorta di povero cristo costretto a risolvere tutti i problemi che saltavano fuori in agenzia, dalla creazione degli spot, fino alla realizzazione di esecutivi di domenica, che deve uscire la nuova campagna, sempre di domenica, sposato giovanissimo che la sera va in palestra a fare arti marziali, che almeno si sfoga tirando pugni a qualche altro povero cristo che fa il direttore creativo di qualche altra agenzia;
gli altri creativi, ovvero i visualizer, o grafici che dir si voglia, e i copy.
E gli esecutivisti.
I creativi e gli esecutivisti erano “gli schiavi negri”, quelli che si fanno lo stramazzo per due soldi sperando in un futuro migliore.
Alcuni di essi riescono ad aprire qualcosa per conto loro, gli altri sguazzano ancora nella stessa merda sognando un futuro migliore.
Comunque, io facevo parte degli schiavi negri.
Ero pure più giovane, potevo permettermi di fare esperienza, figurati.
Ebbene adesso arrivo al punto.
Un giorno il direttore creativo era fuori città.
E c'era un lavoro urgente da fare.
Era una pagina per festeggiare la squadra di calcio della città.
Era una grande pagina con una grande lettera al centro, o qualcosa del genere, e delle foto in dissolvenza di sfondo.
Foto di personaggi dalle strane facce.
In particolare ce n'era una che mi colpì parecchio.
Ritraeva il sindaco appena eletto in compagnia di alcuni loschi figuri.
Il capo mi disse di mettere la foto, ma di sfumare maggiormente le facce dei tizi, in modo che non si vedessero molto.
Lo feci, ma la cosa mi diede da pensare.
Feci vedere la pagina ad un mio amico e gli raccontai la storia.
Egli mi disse che conosceva uno dei tizi della foto.
Lo conosceva bene.
Una volta lo aveva visto in un centro commerciale. Era arrivato alla cassa, aveva saltato la fila senza che nessuno di quelli messi lì ad aspettare fiatasse e aveva pagato con una carta di credito che non aveva mai visto.
Un'american express tutta dorata, roba da credito illimitato.
Era uno dei “c e u s i”. Una famiglia mafiosa .
La foto che avevo messo nel giornale ritraeva, a quanto pare, il sindaco in compagnia di alcuni mafiosi.
Magari nemmeno sapeva che lo fossero. In fondo era una foto fatta con una rappresentanza della tifoseria, che ne poteva sapere lui? E poi chi mi assicurava fosse vero che erano “c e u s i”?
Comunque.
La pagina uscì. E non riportava la dicitura laterale con il nome dell'agenzia. Strano, come se volessero nascondersi. Ma sono solo illazioni, ovvio.
Magari si tratta solo una serie di coincidenze.
Strane sicuramente, ma solo coincidenze.
Il semplice fatto che avessimo realizzato una pagina con una foto del sindaco in compagnia di strani figuri senza nemmeno firmarla non significava niente, forse.
O forse significava quello che immaginano tutti.
Che magari tutte quelle vocette tra i vari connubi tra sport, politica e mafia non sono poi così sparate per aria.
Comunque, credo che il personaggio di cui sopra ieri fosse allo stadio.
A guardare la partita. E come lui ce ne fossero tanti altri, simili a lui.
Non una partita, ma un territorio di guerra da presenziare, da buon comandante.
Magari esagero.
Magari il fatto che sia morto, guarda caso, un poliziotto che aveva catturato un ultrà che è riuscito a scappare, è solo una coincidenza.
Oppure quel poliziotto aveva catturato chi non doveva andare in galera.
Che sui giornali, magari un po' sfumato ci va, ma non in galera.
Con le dovute, sentite condoglianze di rito alla famiglia Raciti.
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  • category: sport, attualitĂ  comunicazione pubblic
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    Commenti
    #1   03 Febbraio 2007 - 11:26
     
    ho molto apprezzato il tuo post, sia la parte dedicata alle disavventure "pubblicitarie", sia la parte dedicata ai... ceusi.

    che schifo.
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    #2   03 Febbraio 2007 - 17:34
     
    bravo!
    utente anonimo

    #3   03 Febbraio 2007 - 18:39
     
    molto inquietante...ma plausibile.

    Sermau
    utente anonimo

    #4   04 Febbraio 2007 - 18:05
     
    Speriamo di no!
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    #5   04 Febbraio 2007 - 22:55
     
    avrei un paio di nomi di agenzie..ma meglio di no, non mi sembrerebbe corretto per le brave persone che ci lavorano.
    Ma a Scapagnini in quella pagina hai fatto un bel trattamento di ringiovanimento a base di Photoshop?
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    #6   04 Febbraio 2007 - 23:41
     
    posso dire "agghiacciante"?
    utente anonimo

    #7   05 Febbraio 2007 - 10:34
     
    x Kaos: mai parlato di Scapagnini...
    ;-)
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    #8   05 Febbraio 2007 - 11:22
     
    quest'italia mi fa sempre piĂą schifo, dalle alpi alla Sicilia, da Lecce a Genova...che schifo. un saluto, era tanto che non passavo da queste parti, ma lo faccio con piacere ;-)
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    #9   05 Febbraio 2007 - 11:36
     
    x Golem: ma bentornato!!
    Ultimamente scrivo un pò meno, troppo lavoro... :-)
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    #10   05 Febbraio 2007 - 11:51
     
    l'importante è non mollare ;-)
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    #11   05 Febbraio 2007 - 23:37
     
    Sono senza parole...Ciao
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    Commenti


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