
Sarà il fatto che nutro una grande simpatia per Valerossi, ma non riesco a condannarlo.
Per prima cosa è la presunzione di innocenza che mi impedisce di condannarlo.
Un accertamento non è mica una condanna, ovvio.
Sarà poi il fatto che vorrei vedere chi, fra voi che lo condannate, lascerebbe in Italia 60 milioni di euro di tasse.
Parlo con voi che vi incacchiate come furie per pagare poche centinaia di euro di ICI, anche quando ve lo potete permettere (e se avete una casa di proprietà, ve lo potete permettere).
Ecco, moltiplicate la cose per migliaia di volte e immaginerete il perché, non appena ci si arricchisce, si scappa all'estero e buonanotte.
Sarà per questo - o forse no - che non ho ben digerito l'omelia "da verginella" del sig. Miglioranza da Castelfranco Veneto.
"E' una questione di principio" dicono quelli bravi.
Allora cominciamo dal principio.
"Non fate come Rossi, pagate le tasse".
Bene. Comincia tu.
Pagami l'ICI e le altre tasse e poi ne riparliamo.
E come dicevo al compagno Etnarossa, chiudo un occhio sulla mancanza di rispetto dimostrata nel parlare male di un morto. Un prete che parla male di un morto, alla faccia del messaggio di compassione, della misericordia, ecc.. di cui il Sig. Miglioranza dovrebbe farsi portatore.
Del resto è facile parlare male dei morti. Nemmeno ci provano a difendersi.
P.S.: deve essere colpa del cognome. Il prete ha sentito "Rossi" e ha dato subito in escandescenza.
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