lunedì, 14 gennaio 2008,12:03


Avete letto bene:
una meravigliosa capitale europea.
Ricordo ancora bene i patemi d'animo e di dubbi che accompagnavano le persone che mi hanno fatto compagnia in questo viaggio;
se chiedi alcolici vai in galera, guai se ti vedono una croce al collo, le donne devono mettersi il velo, quando cantano i muezzin bisogna fermarsi...
tutte minchiate.

L'impressione generale di Istanbul è più che ottima, oltre ogni aspettativa.
Una città lunga 100 km e larga 45 (avete letto bene), che si estende su due continenti per un totale di 14 milioni di abitanti.
Una metropoli immensa, moderna, pulita, accogliente, piena di gente diversissima tra loro.
Si vedono donne vestite alla maniera islamica, con burka neri, con veli di seta coloratissimi e all'occidentale.
Queste ultime più numerose delle altre, anche se non mi crederete se vi dico che le donne qui girano di sera da sole, vestite come vogliono, in minigonna, vestiti sgargianti, come vogliono.
Donne turche, non turiste.
Il suggestivo canto dei muezzin, i pastori islamici, viene diffuso da altoparlanti situati in ogni angolo della città per cinque volte al giorno, la città è piena di gente allegra, caciarona, ma educata, niente a che vedere con tunisini o maltesi; qui nessuno ti mette le mani addosso per convincerti a entrare in un locale o comprare qualcosa.
Bevono tè alla menta in continuazione, in maniera quasi ossessiva, il caffè turco è un concentrato di kritoptonite che non tutti riescono a sopportare, i kebab sono incredibilmente speziati e fanno fare cagate da leoni!
La città è incredibilmente pulita, niente cartacce a terra, manco una, nonostante non ci siano cassonetti per strada.
Infatti qui gli spazzini passano a ripetizione a ripulire, in maniera quasi maniacale.
I tram sembrano delle astronavi, somigliano a quelli che si vedono in Giappone, tanto sono moderni!
Grattacieli da metropoli asiatica attaccati a moschee antichissime, servizi di prim'ordine, gente abituata ai turisti, negozianti che parlano tranquillamente 5 o 6 lingue, un senso di tradizione e patriottismo che sembra confermare tutto ciò che di buono si legge sulla Turchia, punta di diamante dell'islam moderato che chiede di entrare in Europa perché convinta, a ragione, di averne più diritto dei paesi slavi che nella UE ci sono già.
La prima impressione è ottima, senza discussioni!

Nella prossima puntata: Travel chronicles 2008 – Istanbul 2 – La porno-tour operator e quant'altro successo nel primo giorno!
  • author: d4rkcloud
  • category: turchia, travel chronicles
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    Commenti
    #1   14 Gennaio 2008 - 12:26
     
    Insomma... tanto per cambiare ci hanno raccontato tutte stronzate :)
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    #2   14 Gennaio 2008 - 17:33
     
    veramente stai un pò esagerando.
    Istanbul è una bellissima città ma che sia tutta pulita o che i negozianti parlino 5 lingue non è proprio vero ... forse hai visto solo la parte più turistica.
    utente anonimo

    #3   14 Gennaio 2008 - 17:41
     
    x anonimo: ...?
    Passavano dallo spagnolo all'inglese, dal francese al tedesco e all'italiano come se niente fosse.
    Mi ricordo che quando sono arrivato a Praga, la gente non capiva nemmeno l'inglese... :-(
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    #4   14 Gennaio 2008 - 17:44
     
    Riguardo la pulizia: maniacale, tranne nella zona del porto.
    E lo sottoscrivo: maniacale!
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    #5   15 Gennaio 2008 - 00:13
     
    visto che mi hai già parlato del kebab...aspetto il racconto sulla porno-tour operator 0_0

    negative
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    #6   15 Gennaio 2008 - 13:32
     
    Affittiamogli la Campania. ;-)
    utente anonimo

    #7   15 Gennaio 2008 - 14:25
     
    "un senso di TRADIZIONE E PATRIOTTISMO che sembra confermare tutto ciò che DI BUONO si legge sulla Turchia, punta di diamante dell'islam moderato che chiede di entrare in Europa "

    La Turchia è una nazione filo fascista con regole ed impostazioni mentali filo fasciste. Ma io parlo della Turchia vera, non della Instanbul occidentale che avrai visto te.

    Rispondi solo a questo (tralasciando le classiche questioni di becero nazionalismo, leggasi negazione genocidio armeno, sventolii di bandiere in piazza al momento dell'invasione nel Kurdistan Iraqeno, intrallazzi esercito-governo-lupi grigi, occupazione militare di cipro nord ed embargo verso la parte greca ancora oggi):
    come faresti a sopportare nella comunità europea una nazione in cui non c'è libertà di parola, e che tutto ciò che viene bollato con "offesa alla turchità" è passibile di tre anni di carcere? Questo vale anche per la libertà di espressione e artistica; vedi il caso di Michael Dickinson

    saluti.
    utente anonimo

    #8   15 Gennaio 2008 - 14:43
     
    Io non so quante città turche hai visitato.
    Credo, dal tono e dalla mancanza di argomentazioni personali, molto poche.
    Certo la Turchia ha parecchi scheletri nell'armadio, ma non è un paese filo-fascista.
    E' un posto in cui meno di un anno fà sono scese in piazza 1 milione (!) di persone a manifestare a favore della laicità dello stato.
    Da questo punto di vista, sono molto avanti rispetto a noi.
    Sulla questione armena ci tornerò, ma gli attuali governanti non hanno niente a che spartire con chi compì quella strage;
    sarebbe come chiedere all'Italia di scusarsi per Mussolini.
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    #9   16 Gennaio 2008 - 00:43
     
    Io non so quante città turche hai visitato. Credo, dal tono e dalla mancanza di argomentazioni personali, molto poche
    ---------------------------
    Scusa? Stavo cercando di farti notare una contradditorietà di fondo presente a mio parere nel tuo discorso. Non c'è bisogno di arricciarsi in quel modo!

    Ad ogni modo puoi benissimo riportare le tue impressioni, le tue storie. Io giusto un mese fa ne ho sentite di totalmente contrapposte da mia zia (a Istanbul anche lei). In turchia non ci sono mai stato, se è questo che ti preme sapere. Ma ho un cervello e posso sapere che per esempio Sharm el Sheik non può essere considerato un micromondo dell'Egitto, esattamente come l'occidentale (ho delle riserve su questa definizione) Istanbul non può essere il punto di riferimento per definire la turchia.

    ps. Ovviamente manifestavano per la laicità in quanto precetto imprescindibile del fondatore della Repubblica Ataturk. Cioè quell'ufficiale dell'esercito che è riuscito a respingere dal morto impero ottomano le potenze europee occupatrici per fondare la turchia moderna. Quello della laicità è dunque se vogliamo un aspetto secondario del loro maniacale (questo sì) nonchè acritico patriottismo.

    Gli attuali governanti non vedevano l'ora di andare a pigliare a calci in culo i curdi ("pericolosi guerriglieri")... alla faccia della rottura!

    pps. mi scuso per mussolini e tutta la destra italiana che a lui si rifà.
    utente anonimo

    #10   22 Gennaio 2008 - 11:58
     
    Ciao, sottoscrivo in pieno la tua posizione sulla Turchia. Io ci sono stato due volte, e proprio ieri ho pubblicato un'articolo molto simile al tuo su LibMagazine. La Turchia non ha bisogno di essere respinta, ma di essere inclusa nella Comunità Europea. Ciao

    NicPic
    utente anonimo

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