sabato, 09 febbraio 2008,18:22
Chiaramente non è una buona notizia per la laicità dello stato turco l'introduzione del velo nelle università.
E questo è fuor di dubbio.
Ma agitare questa storia a mò di spauracchio contro l'entrata della Turchia nell'UE mi sembra un tantinello esagerato.
Specie se le polemiche arrivano da fieri pensatori italiani, che vedono male il velo nelle università turche e non il crocifisso appeso, con puntuale invadenza, in tutte le aule italiane.
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  • category: crocifisso
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    Commenti
    #1   10 Febbraio 2008 - 11:58
     
    è una questione delicata quella del velo. vietarlo non è liberale, ma il fatto di toglierlo è garanzia di non sprofondare in futuro nell'integralismo? il partito di maggioranza è ciò che da noi in italia è stata la dc, ed in questo caso è stato supportato da quel che da noi è stato il msi.

    certo è che a mio avviso portare il velo nelle aule delle università è come per noi restare in aula con il cappello e gli occhiali da sole, anche se il primo ha un valore morale, il secondo è da maleducati e basta.

    la turchia in europa ora non può entrare, deve dare garanzie. anzi, a mio avviso molti altri paesi non sarebbero dovuti entrare, ed anche l italia non so se se lo merita per essere precisi.

    Rigitans
    utente anonimo

    #2   10 Febbraio 2008 - 21:12
     
    Mi sembra una buona analisi.
    E' indiscutibile che la Turchia debba ancora fare parecchi passi avanti, ma finora quei passi sono stati fatti con grande impegno.
    Oltretutto dal mio viaggio lì, oltre alle conoscenze che ho fatto, mi sembra che il paese si stia avvicinando sempre più in Europa, piuttosto che allontanarcisi.
    Ottima la chiosa.
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    #3   11 Febbraio 2008 - 10:00
     
    Non è un buon segnale quello del velo, ma credo che la Turchia "stia meglio" dentro l'europa che fuori.
    utente anonimo

    #4   11 Febbraio 2008 - 11:08
     
    x VignetteBC: decisamente meglio dentro. Decisamente.
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    #5   11 Febbraio 2008 - 11:43
     
    Bisognerebbe cercare di vedere le differenze tra portare il velo e appendere un crocifisso. Sono entrambi simboli culturali, ma il velo esprime una sottomissione della donna in nome di un pudore che non si sa perché è unilaterale, mentre il crocifisso è un simbolo di pace e sacrificio, universale e non discriminatorio. Ma tanto so che ciò che ho appena scritto non verrà capito.
    Simone
    utente anonimo

    #6   11 Febbraio 2008 - 15:47
     
    x Simone: "Cristo è il capo di ogni uomo, l'uomo è capo della donna e Dio è capo di Cristo" (1Cor 11, 3); "come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea"

    Abbi pazienza se ti rammento la sempre scottante attualità della storiella della pagliuzza e della trave, ma ci vuole proprio.
    Il crocifisso è il simbolo e il fondamento della discriminazione di cui sopra.
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    #7   11 Febbraio 2008 - 17:37
     
    La turchia non so se debba stare dentro o fuori dall'Europa.
    E' un discorso complesso.
    Ma i motivi sono anche altri.
    per me un discrimine, ad esempio, è il genocidio armeno. Su cui non hanno ancora fatto i conti.
    L'integralismo religioso?
    Non mi sembra, purtroppo, che l'Italia di oggi, con quelle gerarchie che si ritrova, possa dare una lezione così limpida, al riguardo.
    ^_^
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    #8   12 Febbraio 2008 - 02:20
     
    in effetti, ultimamente vedo più cose da turchi da noi che da loro...

    un saluto nottivago
    Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente riccardogavioso

    #9   12 Febbraio 2008 - 14:05
     
    Carmelo, sia il Corano che la Bibbia contengono frasi discriminatorie nei confronti delle donne. Ma volere leggere un testo scritto per essere compreso da un Ebreo o da un Corinzio di 2000 anni fa in chiave democratica mi pare abbastanza assurdo, e poco credibile intellettualmente. Sarebbe stato come andare dall'imperatore Tiberio e spiegargli la divisione dei poteri di Montesquieu. Dovremmo smettere di applicare le nostre categorie ad una realtà storica lontana, errore che facciamo troppo spesso.
    Detto questo, il velo e il crocifisso sono due messe in opera di un concetto religioso: ebbene, il velo è un simbolo di sottomissione della donna, reperito nel Corano, che viene imposto alle donne islamiche e anche alle visitatrici straniere (giornaliste etc.), dunque implica un'offesa alla libertà personale di esprimersi per mezzo dei propri vestiti; il crocifisso è un simbolo diverso, universale e non legato ad un sesso o ad una questione di pudore, bensì storicamente associato ai concetti di amore e misericordia (che poi tale simbolo sia stato utilizzato come espediaente per commettere crimini storici, è ceto vero; ma ciò non cambia il suo carattere simbolico). E in ogni caso, appendere un crocifisso non è limitazione di una libertà personale, è solamente espressione di una identità culturale che un parlamento liberamente eletto ha deciso di affermare e un altro altrettanto liberamente eletto non ha deciso di negare. La semplice affermazione, espressione di identità non è una calpestazione di un diritto d'espressione altrui, è solo un'affermazione. Anche l'immagine di Napolitano appesa nei pubblici uffici è il simbolo di una identità culturale repubblicana: dovremmo eliminarlo perché offende i monarchici? Il velo è invece un abuso, un simbolo di discriminazione che offende un diritto di parità uomo/donna affermato ovunque e in primis nella Dichiarazione dei diritti dell'Uomo dell'ONU.
    Ovviamente non ti posso aver convinto, non ne ho la presunzione. Però credo che il velo e il crocifisso non siano associabili quali simboli religiosi.
    Simone
    utente anonimo

    #10   12 Febbraio 2008 - 16:17
     
    la chiusa è perfetta.
    Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente samuelesiani

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