Era proprio una gran serata del cazzo.
Così, senza mezzi termini, capite subito che tipo di serata era.
Le palle girate, stress al lavoro, caldo, venerdì sera, due settimane senza una donna.
Tutti gli elementi classici per una bella serata del cazzo:
le 7 del pomeriggio, lavoro fermo, decido di mettermi in chat.
La mitica chat IRC di tiscali, quella che era piena di gente assurda e anche normale, di geni e di sfigati, di tutto!
Il posto ideale in cui fare conoscenze, e io sono un maestro nel fare conoscenze in chat.
Contatto un paio di nomi femminili, poche risposte, solo con una scatta la discussione.
Classica, come ti chiami, che fai nella vita, ti piace il sesso orale (no, questa no), le solite.
La tipa ci sta, sta al gioco, parliamo, discutiamo, hai una bella voce?, me la fai sentire?, decide di farmela sentire.
Ho abbattutto il primo ostacolo, ho il suo numero.
Non chiamo subito, vado di tattica, aspetto di tornare a casa, le chiamo, le rifaccio le stesse domande per capire se mi ha detto la verità, sembra che mi abbia detto la verità, che fai di bello stasera?, davvero, nemmeno io ho programmi.
Ci vediamo.
Trionfo.
Una procedura da manuale, collaudatissima, sempre efficace.
Faccio finta che non mi interessi, la lascio parlare, cerco un interesse in comune, mi ci attacco, la invito fuori.
E così và, appuntamento alle 22 dietro piazza di V......e.
Appuntamento in una via nascosta della provincia con una sconosciuta beccata in chat.
Tutto perfetto. Fin troppo.
Ok, lo scopriremo al momento.
Mal che vada, se mi spunta un trilobite coi capelli lunghi, simulo un attacco di diarrea e scappo.
Si parte.
Arrivo puntuale, aspetto, nemmeno molto.
Arriva una Renault 5, anni ‘70, bianca, dentro un cane. E una tipa.
Non male, altezza media, taglia 42-44, gran seno.
Accollabile, decisamente.
Scende dalla macchina, poi cerca di chiudere lo sportello. Lo sbatte forte. non si chiude.
Ancora più forte. Continua a non chiudersi. Il cane dentro abbaia come un forsennato, ma lei prova per la terza decisiva volta. Una botta spaventosa, che credo abbiano sentito anche fuori dalla provincia.
SBBBAAAMMMMMMMMMMMMM.
Lo sportello si chiude.
Arriva, mi saluta col bacio sulla guancia, il seno gigantesco mi si struscia addosso.
La serata promette bene.
Ci sediamo in una panchina lì, decido di farla parlare.
Cosa fai nella vita?
Ho una boutique.
E’ tua?
Sì, mia.
Ma bene, quindi sei una imprenditrice.
Sì. Ho anche altre attività.
Ovvero?
Bè, ho un club privato.
Mi suona un campanello strano in testa.
Cosa si fa in questo club privato?
Ci si vede, ci si incontra, si mangia, si beve...
Mi ricorda qualcosa...
Altro?
sì, puoi sfogarti, discutere...
Sfogarti? vai in un club privato e ti sfoghi?
ll campanello suona ancora più forte.
Sì, ma non c’è niente di male, solo questo.
Solo questo?
Solo questo.
Poi ho anche un’altra attività.
Sentiamo...
L’atmosfera si fa strana, più intima, racconta di un’attività abbastanza particolare, di cui non parla troppo in giro, che la fa guadagnare abbastanza.
Ok. Mi conto i soldi in tasca. C’ho 30 euro. Basteranno?
Glielo chiedo: di cosa si tratta?
Faccio la modella per taglie normali.
Che stracazzo è una modella per taglie normali?
Una che sfila, ma che ha un fisico normale.
Comincio a coltivare il vago sentore che mi stia prendendo per il culo.
a dire il vero SPERO mi stia prendendo per il culo.
Lei: ti piacciono le canzoni napoletane?
Io: dipende dalla canzone (mi fanno cagare a valanga).
La mia pazienza è arrivata al limite, l’istinto di simulare l’attacco di diarrea che mi farebbe scappare è forte, capisco che di scopare non se ne parla, cioè magari lei vorrebbe, ma io dovrei recuperare le palle che mi sono cadute già da un pezzo.
Ok, hai una boutique, un club privato e fai la modella normale. Basta?
No, faccio anche altro.
E cosa? la politica? la cantante???
No, lavoro anche in radio.
Wow, finalmente, qualcosa d’interessante!
Comincio a parlare, mi piace parlare di musica, sai, io adoro il prog anni ‘70, gli ELP, i Pink Floyd, la flower power, la new wave of british heavy metal, i cantautori italiani.
Insomma adoro la musica.
Tu che musica mandi nella tua trasmissione?
Musica napoletana. Gigi Finizio, Nino D’Angelo e i siciliani che cantano in napoletano, tipo Gianni Celeste.
...
E’ finita.
Gli argini che reggevano stoici la mia pazienza collassarono tutti insieme, come una diga che crolla in pochi secondi, sferzata da una forza più grande di lei.
La guardai e le dissi: sai, io nella vita faccio equitazione acrobatica.
Mi lancio col cavallo da un aereo a 9000 metri d’altezza e facciamo le figure in aria.
Poi atterro, mi dò fuoco e faccio il testimonial per una bibita energetica.
Che mi fa cagare.
E, a proposito: devo cagare. Adesso.
Fallo anche tu. Vai a cagare.
Sgommata paurosa e sono solo un ricordo nella notte.
A volte una sega ti salva la vita.
Storia vera. Ho veramente incontrato, circa 6 anni fà, una tipa così ed è successo quello che leggete sopra.
Così, senza mezzi termini, capite subito che tipo di serata era.
Le palle girate, stress al lavoro, caldo, venerdì sera, due settimane senza una donna.
Tutti gli elementi classici per una bella serata del cazzo:
le 7 del pomeriggio, lavoro fermo, decido di mettermi in chat.
La mitica chat IRC di tiscali, quella che era piena di gente assurda e anche normale, di geni e di sfigati, di tutto!
Il posto ideale in cui fare conoscenze, e io sono un maestro nel fare conoscenze in chat.
Contatto un paio di nomi femminili, poche risposte, solo con una scatta la discussione.
Classica, come ti chiami, che fai nella vita, ti piace il sesso orale (no, questa no), le solite.
La tipa ci sta, sta al gioco, parliamo, discutiamo, hai una bella voce?, me la fai sentire?, decide di farmela sentire.
Ho abbattutto il primo ostacolo, ho il suo numero.
Non chiamo subito, vado di tattica, aspetto di tornare a casa, le chiamo, le rifaccio le stesse domande per capire se mi ha detto la verità, sembra che mi abbia detto la verità, che fai di bello stasera?, davvero, nemmeno io ho programmi.
Ci vediamo.
Trionfo.
Una procedura da manuale, collaudatissima, sempre efficace.
Faccio finta che non mi interessi, la lascio parlare, cerco un interesse in comune, mi ci attacco, la invito fuori.
E così và, appuntamento alle 22 dietro piazza di V......e.
Appuntamento in una via nascosta della provincia con una sconosciuta beccata in chat.
Tutto perfetto. Fin troppo.
Ok, lo scopriremo al momento.
Mal che vada, se mi spunta un trilobite coi capelli lunghi, simulo un attacco di diarrea e scappo.
Si parte.
Arrivo puntuale, aspetto, nemmeno molto.
Arriva una Renault 5, anni ‘70, bianca, dentro un cane. E una tipa.
Non male, altezza media, taglia 42-44, gran seno.
Accollabile, decisamente.
Scende dalla macchina, poi cerca di chiudere lo sportello. Lo sbatte forte. non si chiude.
Ancora più forte. Continua a non chiudersi. Il cane dentro abbaia come un forsennato, ma lei prova per la terza decisiva volta. Una botta spaventosa, che credo abbiano sentito anche fuori dalla provincia.
SBBBAAAMMMMMMMMMMMMM.
Lo sportello si chiude.
Arriva, mi saluta col bacio sulla guancia, il seno gigantesco mi si struscia addosso.
La serata promette bene.
Ci sediamo in una panchina lì, decido di farla parlare.
Cosa fai nella vita?
Ho una boutique.
E’ tua?
Sì, mia.
Ma bene, quindi sei una imprenditrice.
Sì. Ho anche altre attività.
Ovvero?
Bè, ho un club privato.
Mi suona un campanello strano in testa.
Cosa si fa in questo club privato?
Ci si vede, ci si incontra, si mangia, si beve...
Mi ricorda qualcosa...
Altro?
sì, puoi sfogarti, discutere...
Sfogarti? vai in un club privato e ti sfoghi?
ll campanello suona ancora più forte.
Sì, ma non c’è niente di male, solo questo.
Solo questo?
Solo questo.
Poi ho anche un’altra attività.
Sentiamo...
L’atmosfera si fa strana, più intima, racconta di un’attività abbastanza particolare, di cui non parla troppo in giro, che la fa guadagnare abbastanza.
Ok. Mi conto i soldi in tasca. C’ho 30 euro. Basteranno?
Glielo chiedo: di cosa si tratta?
Faccio la modella per taglie normali.
Che stracazzo è una modella per taglie normali?
Una che sfila, ma che ha un fisico normale.
Comincio a coltivare il vago sentore che mi stia prendendo per il culo.
a dire il vero SPERO mi stia prendendo per il culo.
Lei: ti piacciono le canzoni napoletane?
Io: dipende dalla canzone (mi fanno cagare a valanga).
La mia pazienza è arrivata al limite, l’istinto di simulare l’attacco di diarrea che mi farebbe scappare è forte, capisco che di scopare non se ne parla, cioè magari lei vorrebbe, ma io dovrei recuperare le palle che mi sono cadute già da un pezzo.
Ok, hai una boutique, un club privato e fai la modella normale. Basta?
No, faccio anche altro.
E cosa? la politica? la cantante???
No, lavoro anche in radio.
Wow, finalmente, qualcosa d’interessante!
Comincio a parlare, mi piace parlare di musica, sai, io adoro il prog anni ‘70, gli ELP, i Pink Floyd, la flower power, la new wave of british heavy metal, i cantautori italiani.
Insomma adoro la musica.
Tu che musica mandi nella tua trasmissione?
Musica napoletana. Gigi Finizio, Nino D’Angelo e i siciliani che cantano in napoletano, tipo Gianni Celeste.
...
E’ finita.
Gli argini che reggevano stoici la mia pazienza collassarono tutti insieme, come una diga che crolla in pochi secondi, sferzata da una forza più grande di lei.
La guardai e le dissi: sai, io nella vita faccio equitazione acrobatica.
Mi lancio col cavallo da un aereo a 9000 metri d’altezza e facciamo le figure in aria.
Poi atterro, mi dò fuoco e faccio il testimonial per una bibita energetica.
Che mi fa cagare.
E, a proposito: devo cagare. Adesso.
Fallo anche tu. Vai a cagare.
Sgommata paurosa e sono solo un ricordo nella notte.
A volte una sega ti salva la vita.
Storia vera. Ho veramente incontrato, circa 6 anni fà, una tipa così ed è successo quello che leggete sopra.
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