venerdì, 16 settembre 2005,13:55
Leggo oggi su wittgenstein.it, un articolo di Luca Sofri che attacca frontalmente l'iniziativa intrapresa da Beppe Grillo di raccogliere denaro per pubblicare su un periodico straniero una pagina, come quella comparsa su repubblica, che attacchi frontalmente i membri del parlamento che hanno avuto condanne in via definitiva.
E, mi dispiace dirlo, deraglia clamorosamente.
Scrive Sofri:
"Chi ha scontato la pena è per la legge italiana, per il buonsenso e per qualsiasi sana moralità, uno come gli altri. Con gli stessi diritti. Sarebbe assurdo e forcaiolo pretendere il contrario, e non ci spenderei altre parole."
Innanzitutto, la legge italiana è fatta da politici. Quindi, se i politici sono corrotti, le leggi sarano altrettanto corrotte. E un politico condannato in via definitiva diciamo che non sempre è "al di sopra delle parti" o, per dirla tutta, onesto.
E poi, qui si discute di cambiare una legge. Proprio QUESTA legge.
Buonsenso...
ce ne vuole per mandare a governare un corrotto condannato!
Sana moralità...
chi manderebbe i propri figli in un asilo gestito da gente condannata per pedofilia?
chi lascerebbe che a fare le leggi fossero persone che sono state in galera per reati di corruzione?
"La cosa da aggiungere, forse, è che nella richiesta di un intervento legislativo per impedire la candidatura di chi è stato condannato per qualcosa, si possono leggere altri due atteggiamenti: uno, elitario e antidemocratico, che pretende si imponga un giudizio sugli eletti superiore a quello degli elettori. L’altro, autoassolutorio e vile, che vuole liberarsi della responsabilità personale di una scelta come il voto e delle sue conseguenze, delegandola a qualcuno che limiti a monte le cazzate che possiamo fare. "
La gente vota per i partiti ed essi, ottenuti i seggi, li assegnano a gente condannata. Ecco cosa non va, che ben poca gente voti direttamente per certi individui e quindi, di certo, non decide le loro poltrone in parlamento.
Quindi nessuno fa cazzate, come dice Sofri. Semplicemente i voti degli elettori vengono utilizzati in maniera, diciamo, "impropria", ecco.
E poi, parliamoci chiaro;
perchè bisogna accettare passivamente che in parlamento a governare ci sia gente condannata per corruzione, associazione mafiosa, ecc...?
Se la legge non va, la si cambia, no? In certi casi, il diritto all'oblio deve lasciare il passo al buon senso.
Cioè, io te lo concedo, questo diritto.
A patto che tu, politico corrotto, non vada a fare leggi.


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