Partiamo da un presupposto che ci tengo a precisare:
ricopro funzione di Direttore Creativo in un’agenzia di pubblicità.
Quindi, so quel che dico, fidatevi.
Detto questo, devo fare i complimenti a chi ha creato le campagne forzaitaliote, in particolare i manifesti 6x3 che adesso si vedono in giro per l’Italia.
L’immagine del premier (per poco ancora…) avvolto nella bandiera italiana, col suo bel faccione coronato, fa davvero un grande effetto.
Peccato l’abbia già visto circa 20 anni fa, in America.
Dove almeno questo, lo fanno decisamente meglio.
E questo mi da lo spunto per iniziare una lunga riflessione…
Ronald Reagan avvolto nella bandiera è rimasto ben impresso nella mente degli statunitensi.
Meno impresso è rimasto il suo impegno ad armare Saddam per mandarlo a combattere Khomeini, con le stesse armi che hanno bombardato il Kuwait, che hanno difeso l’Iraq saddamita dalle armate occidentali e che, opportunamente modificate, hanno gasato i curdi.
Come meno impressi sono rimasti i bombardamenti al Nicaragua e gli “aiuti” segreti al Honduras, per scatenare una guerra tra i due stati dell’America centrale.
Ed ancora il calo di popolarità del presidente americano a seguito della strategia di distensione iniziata da Gorbaciov e la conseguente ricerca di un nuovo capro espiatorio, sfociata negli assalti a Gheddafi, accusato di produrre gas nervino.
Lo stesso gas nervino inventato dagli americani, che ne hanno tuttora le maggiori scorte al mondo.
Ronald Reagan incarnava perfettamente l’anima repubblicana dell’America, quella conservatrice, reazionaria, oscurantista ma di grande impatto visivo.
E non solo.
Quando fu eletto l’aliquota sul lavoro negli USA era del 70%.
Pochi anni dopo era scesa al 28%.
E in dieci anni era riuscito quasi a triplicare le entrate derivanti dall’imposta sul reddito.
Dati che, storicamente, sono quasi ineguagliati.
Reagan inoltre era un attore, in tutti i sensi.
Sapeva bene come parlare al popolo, con il suo buonismo di maniera, ha instillato nel popolo grandi dosi di fiducia, di patriottismo.
E’ stato un grande della politica, sicuramente, anche se ha fatto degli errori madornali, o almeno, dal mio punto di vista.
Adesso contatevi i soldi in tasca.
E poi ripensate a quanti ne avevate nel 2001.
E non vi azzardate a dire che è colpa dell’euro..
http://www.lavoce.info/news/view.php?cms_pk=1018
Proprio la riduzione della spesa per interesse ha salvato l’Italia, evitando che facesse la fine dell’Argentina (anche lì c’è traccia di manovre statunitensi…)
Ogni grande premier ha parecchie gatte da pelare, deve aver a che fare con le guerre, con interessi economici giganteschi, deve accontentare i propri elettori e i suoi partner internazionali.
Però Ronald Reagan non ha insultato l’Islam definendolo una cultura inferiore (http://www.repubblica.it/online/mondo/italiadue/euro/euro.html), non ha chiamato “kapò” un europarlamentare tedesco (http://www.repubblica.it/online/esteri/semestredue/litigio/litigio.html), non ha dichiarato che se gli italiani sono meno ricchi è colpa loro che non sanno spendere, non ha fatto aumentare i prezzi di:
università, acqua, gasolio, rc auto, benzina, autostrade, alimentari, luce, scuola, ecc…
http://www.darsenanotizie.com/index.php?option=com_content&task=view&id=77&Itemid=53
ecc…
Potrei anche accettare di farmi prendere per il culo da Berlusconi, se mi migliorasse la qualità della vita.
A queste condizioni no.
Altro che il miglior governo di sempre…
A memoria italiana è difficile pensare ad un tracollo di pari livello.
Non so se Prodi saprà fare meglio.
Ma di certo, ha fatto di meglio., almeno dal punto di vista dei conti pubblici che, grazie alla "cura Visco", erano nettamente migliori di adesso.
E lasciate perdere l'euro...
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