Sembrava che non dovesse durare, che alla fine si sarebbe trovato facilmente il modo di sedare gli animi e che tutto avrebbe seguito il corso stabilito dai poteri forti che quella legge l'avevano voluta.
Invece.
Scenari da '68, manifestazioni con milioni, e dico milioni, di manifestanti, slogan urlati giorno e notte, una mobilitazione quasi senza precedenti.
I francesi reagiscono male, anzi malissimo alla legge voluta da Villepin, il "contrat première enbauche", il contratto di primo impiego.
Sono già due settimane che studenti e lavoratori ronteggiano a muso duro il ministro Villepin, che non sembra intenzionato a fare marcia indietro.
La sostanza della legge è conosciutissima, oramai;
la possibilità, da parte delle aziende, di licenziare i lavoratori sotto i 26 anni senza giusta causa alcuna.
Un precariato di stato che non è altro che una legge Biagi all'acqua di rose (i francesi mettono tutto a ferro e fuoco e gli italiani invece hanno sfogato le loro frustrazioni sui blog... ma questo è un altro discorso).
Partiamo da un paio di assunti personali:
credo che col passare degli anni il concetto di stipendio cambierà profondamente. Probabilmente tra qualche anno gli stipendiati saranno una minoranza rispetto ai liberi professionisti ci sarà una vera meritocrazia che prescinderà dal concetto di stipendio fisso.
Quindi, le leggi di cui sopra servono solo ad accelerare i tempi di qualcosa che, comunque, prima o poi avverrà.
In America funziona così da sempre, e sono i più ricchi al mondo.
Perchè non dovrebbe funzionare anche da noi?
Semplice:
perchè in Italia, come in Francia, non abbiamo ancora la forma mentis adatta ad accettare il concetto stesso di precariato.
Padri e nonni che hanno lavorato una vita sotto stipendio, rimanendo a casa a curarsi quando avevano l'influenza, donne che godevano del congedo di gravidanza, ferie pagate, liquidazione e buona uscita.
Questo fino a pochi anni fà.
E adesso?
Si pretende di cambiare tutto in pochi, pochissimi anni.
E questo non viene accettato.
Così non è un progetto a medio-lungo termine atto a cambiare una delle basi fondanti di una nazione, è un'imposizione diretta e senza condizioni che pretende di cambiare tutto così, da un giorno all'altro.
E poi, avallare il precariato senza inserire norme per l'autoimpiego che aiutino coloro che non lo vogliono lo stipendiuccio precario è il colpo di grazia finale.
In America se voglio aprire una mia attività, l'accesso al credito bancario è estremamente facilitato. Quindi, se lo stato crea leggi che introducono flessibilità per i dipendenti, la cosa non i interessa.
In Italia, dove se voglio aprire una microimpresa devo richiedere ad agenzie apposite prestiti che vengono concessi con difficoltà, con l'IVA a mio carico e poi pregare, la cosa diventa decisamente più complicata.
Probabilmente in Francia è lo stesso.
Ecco perchè protestano.
Invece.
Scenari da '68, manifestazioni con milioni, e dico milioni, di manifestanti, slogan urlati giorno e notte, una mobilitazione quasi senza precedenti.
I francesi reagiscono male, anzi malissimo alla legge voluta da Villepin, il "contrat première enbauche", il contratto di primo impiego.
Sono già due settimane che studenti e lavoratori ronteggiano a muso duro il ministro Villepin, che non sembra intenzionato a fare marcia indietro.
La sostanza della legge è conosciutissima, oramai;
la possibilità, da parte delle aziende, di licenziare i lavoratori sotto i 26 anni senza giusta causa alcuna.
Un precariato di stato che non è altro che una legge Biagi all'acqua di rose (i francesi mettono tutto a ferro e fuoco e gli italiani invece hanno sfogato le loro frustrazioni sui blog... ma questo è un altro discorso).
Partiamo da un paio di assunti personali:
credo che col passare degli anni il concetto di stipendio cambierà profondamente. Probabilmente tra qualche anno gli stipendiati saranno una minoranza rispetto ai liberi professionisti ci sarà una vera meritocrazia che prescinderà dal concetto di stipendio fisso.
Quindi, le leggi di cui sopra servono solo ad accelerare i tempi di qualcosa che, comunque, prima o poi avverrà.
In America funziona così da sempre, e sono i più ricchi al mondo.
Perchè non dovrebbe funzionare anche da noi?
Semplice:
perchè in Italia, come in Francia, non abbiamo ancora la forma mentis adatta ad accettare il concetto stesso di precariato.
Padri e nonni che hanno lavorato una vita sotto stipendio, rimanendo a casa a curarsi quando avevano l'influenza, donne che godevano del congedo di gravidanza, ferie pagate, liquidazione e buona uscita.
Questo fino a pochi anni fà.
E adesso?
Si pretende di cambiare tutto in pochi, pochissimi anni.
E questo non viene accettato.
Così non è un progetto a medio-lungo termine atto a cambiare una delle basi fondanti di una nazione, è un'imposizione diretta e senza condizioni che pretende di cambiare tutto così, da un giorno all'altro.
E poi, avallare il precariato senza inserire norme per l'autoimpiego che aiutino coloro che non lo vogliono lo stipendiuccio precario è il colpo di grazia finale.
In America se voglio aprire una mia attività, l'accesso al credito bancario è estremamente facilitato. Quindi, se lo stato crea leggi che introducono flessibilità per i dipendenti, la cosa non i interessa.
In Italia, dove se voglio aprire una microimpresa devo richiedere ad agenzie apposite prestiti che vengono concessi con difficoltà, con l'IVA a mio carico e poi pregare, la cosa diventa decisamente più complicata.
Probabilmente in Francia è lo stesso.
Ecco perchè protestano.
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