A volte ti capita di fermarti a riflettere. Ti capita di staccarti un attimo dal trambusto del lavoro, del traffico, dei telegiornali e giornali. Capita che sia un giorno di festa.
Una pasquetta. Un giorno di festa che di solito nemmeno ti passa per la testa. Ma non adesso, non questa volta. Stavolta è diverso.
Ti capita di passarlo a guardare il cielo, parlando, disteso su una coperta, avvolto nei tuoi pensieri e in quelli della persona che ti sta vicino. Niente gite organizzate, niente comitive di amici con palloni da calcio usati per giocare a pallavolo che alle ragazze piace così, e ti sembra male escluderle. Niente grigliate, nessuna nonna rompipalle o zia impicciona, niente famiglia al seguito. Niente musica, nessuna radio rumorosa, sintonizzata su RDS o Deejay, niente mazzi di carte su tavolini da spiaggia. Niente cotolette preparate la sera prima, solo un paio di panini presi dalla solita salumeria vicino casa. La stessa presso cui li avete preso la volta precedente.
Mentre stai lì ti convinci che non ti manca niente. E niente ti può disturbare. Niente stress, nessuna fretta. Niente di tutto questo.
Solo tu ed un'altra persona, distesi su una coperta, a parlare di voi. Un piccolo microcosmo autosufficiente che non ha bisogno di nient'altro. Che speri duri per sempre.
Un piccolo miracolo chiamato Amore.
P.S.: non vi abituate male, scrivo di notte inoltrata, con la solita "The blower's daughter" di Damien Rice in sottofondo. E mi capita di diventare romantico...
da domani si torna a bestemmiare di politica, di Berlusconi, Prodi et (brutta) similia!
Una pasquetta. Un giorno di festa che di solito nemmeno ti passa per la testa. Ma non adesso, non questa volta. Stavolta è diverso.
Ti capita di passarlo a guardare il cielo, parlando, disteso su una coperta, avvolto nei tuoi pensieri e in quelli della persona che ti sta vicino. Niente gite organizzate, niente comitive di amici con palloni da calcio usati per giocare a pallavolo che alle ragazze piace così, e ti sembra male escluderle. Niente grigliate, nessuna nonna rompipalle o zia impicciona, niente famiglia al seguito. Niente musica, nessuna radio rumorosa, sintonizzata su RDS o Deejay, niente mazzi di carte su tavolini da spiaggia. Niente cotolette preparate la sera prima, solo un paio di panini presi dalla solita salumeria vicino casa. La stessa presso cui li avete preso la volta precedente.
Mentre stai lì ti convinci che non ti manca niente. E niente ti può disturbare. Niente stress, nessuna fretta. Niente di tutto questo.
Solo tu ed un'altra persona, distesi su una coperta, a parlare di voi. Un piccolo microcosmo autosufficiente che non ha bisogno di nient'altro. Che speri duri per sempre.
Un piccolo miracolo chiamato Amore.
P.S.: non vi abituate male, scrivo di notte inoltrata, con la solita "The blower's daughter" di Damien Rice in sottofondo. E mi capita di diventare romantico...
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