Non c'è dubbio, quando parla Fausto fa notizia!
Il presidente della camera in pectore ha detto in televisione ciò che mezza Italia voleva sentire, ma non ha avuto tempo per completare il suo pensiero.
Ha detto che vuole snellire mediaset sia nel numero di reti che negli introiti pubblicitari.
Embè?
Già, embè?
Vi aspettavate davvero che dicesse di voler dare aiuti economici a rete 4?
In Italia esiste già da parecchi anni una situazione di oligopolio blindato. Talmente blindato che persino gruppi economici estremamente potenti non riescono a competere (Tronchetti Provera e la 7) oppure nemmeno ci tentano, limitandosi al satellitare (Murdoch).
Ecco già la prima anomalia che i sedicenti liberal italiani sembrano ignorare, tutti bravi a decantare gli USA ma solo quando conviene loro.
Come già egregiamente illustrato da altri, nel paese di cui sopra situazioni economiche di questo tipo non esistono più da 100 anni.
Appena emerge il pericolo monopolio, ZAC!
Smembramento, suddivisione, multe. Negli USA, non nella Cina comunista. Quindi nella sostanza quella di Bertinotti è una proposta liberale in quanto alimenta la sana concorrenza che è alla base di ogni sistema economico liberale.
Allora tutto bene?
Forse no.
Perchè l'Italia non è come gli USA e c'è il rischio reale che uno smembramento del primo gruppo televisivo italiano porti ad una svendita.
Inoltre c'è la concorrenza diretta del colosso di stato, contro cui tanti piccoli gruppi non potrebbero competere come fa invece, allo stato attuale, mediaset.
E i gruppi economici in grado di sostenere un'operazione del genere potrebbero cannibalizzare tutto, mettendo nei guai i lavoratori mediaset.
E' pur sempre una vendita coatta, quindi chi vende perderà inevitabilmente.
Forse il problema è proprio questo.
Bertinotti ha detto ciò che andrebbe fatto ma non ha avuto tempo per dire come.
Siamo davvero sicuri che un cameramen di Rete 4 che passa a lavorare per MTV prenda lo stesso stipendio?
E se poi lo smembramento facesse gli interessi esclusivi del secondo gruppo televisivo privato in Italia, ovvero quello che fa capo a Tronchetti Provera, proprietario di Telecom con cui Berlusconi qualche mese fà discuteva di un'eventuale fusione?
Oppsss, temo di aver parlato troppo...
Comunque Prodi ha già rimesso le cose a posto, dicendo che lo smembramento di Mediaset non è nel programma.
Credo che il centrosx possa governare per cinque anni.
Basta che non tocchi le proprietà di Berlusconi. Come non le ha toccate nel quinquennio 1996-2001.
P.S.: Ieri alcuni sedicenti commemoratori della libertà dal fascismo hanno fatto propri alcuni dei temi portanti del regime di cui si festeggiava l'anniversario della caduta e hanno fischiato un ex ministro della repubblica che si era presentato ad un corteo con suo padre, ex partigiano in carrozzella. Probabilmente non sapevano nemmeno chi fosse quell'anziano uomo e non sapevano che fosse un ex partigiano. Ma credo che anche se l'avessero saputo non sarebbe cambiato niente. Come al solito, quando i compagni si tingono di nero.
Il presidente della camera in pectore ha detto in televisione ciò che mezza Italia voleva sentire, ma non ha avuto tempo per completare il suo pensiero.
Ha detto che vuole snellire mediaset sia nel numero di reti che negli introiti pubblicitari.
Embè?
Già, embè?
Vi aspettavate davvero che dicesse di voler dare aiuti economici a rete 4?
In Italia esiste già da parecchi anni una situazione di oligopolio blindato. Talmente blindato che persino gruppi economici estremamente potenti non riescono a competere (Tronchetti Provera e la 7) oppure nemmeno ci tentano, limitandosi al satellitare (Murdoch).
Ecco già la prima anomalia che i sedicenti liberal italiani sembrano ignorare, tutti bravi a decantare gli USA ma solo quando conviene loro.
Come già egregiamente illustrato da altri, nel paese di cui sopra situazioni economiche di questo tipo non esistono più da 100 anni.
Appena emerge il pericolo monopolio, ZAC!
Smembramento, suddivisione, multe. Negli USA, non nella Cina comunista. Quindi nella sostanza quella di Bertinotti è una proposta liberale in quanto alimenta la sana concorrenza che è alla base di ogni sistema economico liberale.
Allora tutto bene?
Forse no.
Perchè l'Italia non è come gli USA e c'è il rischio reale che uno smembramento del primo gruppo televisivo italiano porti ad una svendita.
Inoltre c'è la concorrenza diretta del colosso di stato, contro cui tanti piccoli gruppi non potrebbero competere come fa invece, allo stato attuale, mediaset.
E i gruppi economici in grado di sostenere un'operazione del genere potrebbero cannibalizzare tutto, mettendo nei guai i lavoratori mediaset.
E' pur sempre una vendita coatta, quindi chi vende perderà inevitabilmente.
Forse il problema è proprio questo.
Bertinotti ha detto ciò che andrebbe fatto ma non ha avuto tempo per dire come.
Siamo davvero sicuri che un cameramen di Rete 4 che passa a lavorare per MTV prenda lo stesso stipendio?
E se poi lo smembramento facesse gli interessi esclusivi del secondo gruppo televisivo privato in Italia, ovvero quello che fa capo a Tronchetti Provera, proprietario di Telecom con cui Berlusconi qualche mese fà discuteva di un'eventuale fusione?
Oppsss, temo di aver parlato troppo...
Comunque Prodi ha già rimesso le cose a posto, dicendo che lo smembramento di Mediaset non è nel programma.
Credo che il centrosx possa governare per cinque anni.
Basta che non tocchi le proprietà di Berlusconi. Come non le ha toccate nel quinquennio 1996-2001.
P.S.: Ieri alcuni sedicenti commemoratori della libertà dal fascismo hanno fatto propri alcuni dei temi portanti del regime di cui si festeggiava l'anniversario della caduta e hanno fischiato un ex ministro della repubblica che si era presentato ad un corteo con suo padre, ex partigiano in carrozzella. Probabilmente non sapevano nemmeno chi fosse quell'anziano uomo e non sapevano che fosse un ex partigiano. Ma credo che anche se l'avessero saputo non sarebbe cambiato niente. Come al solito, quando i compagni si tingono di nero.
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