
Liberazione fa una vignetta che prende in giro Israele. Vignetta che peraltro non è un granchè, comunque...
scoppia lo scandalo!
Tutti a difendere Israele. Oppure a prendere le distanze dal giornale.
Persino Bertinotti evita di esprimersi.
Polemiche a valanga, le solite accuse, le solite giustificazioni.
Accusa:
qui si scherza con la shoah! Si manca di rispetto ad un popolo, si infanga la memoria di sei milioni di morti (BOOOOMMM!!!), vergogna, comunisti, ecc..
Difesa:
Satira.
E la satira non si tocca.
E poi si prende il giro il governo di Israele, mica gli ebrei di Auschwitz.
Vignette antisioniste, non antisemite (questa l'ho mutuata da Undine).
E invece tutti a difendere gli ebrei, che gli ebrei non sopportano che si faccia satira su di loro.
Ma gli ebrei hanno bisogno di questa difesa?
Anzi, e qui mi rivolgo a tutti colo che improvvisamente si sono scoperti difensori di Sion, ve l'hanno mai chiesto?
Sinceramente da queste parti si ritiene che, dopo gli americani, gli ebrei siano in assoluto il popolo che più di qualunque altro faccia autoironia.
Pensando a satira e ad ebraismo mi viene in mente un episodio del film "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere" di Woody Allen.
In questo episodio si narra di una sorta di prototipo di reality in cui venivano invitate persone che parlavano dei propri vizi nascosti.
E uno degli ospiti era proprio un rabbino ebraico.
Le perversioni che racconta nel film ve le risparmio e vi rimando alla visione dello stesso.
Ai tempi successe un putiferio.
Ma Woody Allen è ebreo. E questo chiuse il discorso.
Ora in parecchi mi daranno del fascista, perchè ho parlato di satira ed ebrei.
E mi scriveranno che ieri hanno oltraggiate 40 tombe ebraiche a Milano a causa di gente come me.
Fatemi un favore:
non fate di tutta l'erba un... littorio.
La satira non ha mai ucciso nessuno.
Non oltraggia tombe e non diffonde violenza.
Aristofane stava antipatico a tutti.
Faceva satira. E nella sua satira faceva dei veri e propri comizi politici.
Roba vecchia. La censura è violenza.
E chi censura, spesso, strumentalizza davvero il dolore di quei sei milioni di morti.
Qualche mese fà, ad esempio, la rivista israeliana online Dimona Comix ha indotto un concorso per vignette satiriche riservato a disegnatori... ebrei. Alla faccia dell'autoironia!
Vignette come questa:

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