lunedì, 29 maggio 2006,08:29

Ho già scritto sulla legge Biagi e su leggi equivalenti esistenti in altri paesi.
E non sono state tutte rose.

Una legge partita con buoni propositi e deragliata nella più totale anarchia di regole, sbilanciata eccessivamente verso gli imprenditori. Che dà un contributo essenziale verso alla flessibilità ma che spesso, fin troppo spesso, sfocia nel precariato eterno.
E lasciate perdere le cifre che arrivano, da destra e da sinistra.
Non rendono l'idea come la potrebbe rendere provarla direttamente sula propria pelle.
Fine del "reprise".
Qualche giorno fà vado al bar in fondo alla strada, lo stesso bar in cui lavora Sahim e lì incontro un mio "quasi amico", un conoscente di vecchia data.
Sulla trentina come me, brizzolato (non come me! :-P ), prende un caffè freddo.
Offro io, che sono "ricco".
Infatti avevamo già parlato già parlato in passato del suo lavoro e di come non gli permettesse di vivere sereno, diciamo.
Ma stavolta abbiamo il tempo di approfondire, facciamo insieme la strada del ritorno, chè lui lavora vicino il mio ufficio.
E lì, ascoltando ciò che mi dice, rabbrividisco.
Il tizio (da ora in poi D) lavora per la CGIL.
Per il primo sindacato italiano per numero di iscritti. D scarica volantini, li distribuisce, fà l'uomo di fatica, insomma un factotum.
Precario.
Non solo fa il "saltimbanco" ma pure precario. E lavora per la CGIL.
Senza ferie, senza diritto a giorni di malattia, maternità (anzi paternità), senza un cazzo.
Ok, già mi vedo i commentatori liberisti del blog che state leggendo, dirmi "ma lui che sa fare di specifico, per pretendere di essere pagato di più?"
Non è questo il punto. Che è anche vero che il tizio non è una cima.
Infatti mica vuole arricchirsi!
I punti sono altri tre:
Il primo è che la legge Biagi doveva essere utilizzata, nelle intenzioni degli autori e dei sostenitori, come strumento a disposizione di aziende che non potevano permettersi di assumere personale a tempo pieno e pertanto evitare il lavoro nero.
E la CGIL non può permettersi di pagare uno stipendio normale, seppur minimo??
Ecco, in un caso del genere e cioè grande azienda, con grandi guadagni ed ingenti sostentamenti statali come la CGIL prima assumeva a tempo indeterminato.
Adesso assume con contratti capestro, senza aggravi che pur potrebbe, e dovrebbe, pagare.
ll secondo punto è:
la legge Biagi regola i cosidetti co.pro., contratti a progetto. Ma D che progetto sta portando avanti? per quale progetto è stato assunto?
per distribuire volantini contro Berlusconi e la legge Biagi?
Ma è il terzo punto che mi fa davvero, ma davvero girare le palle.
Tutti lì a fare i comunisti, a difendere i diritti dei lavoratori degli altri...
e i propri lavoratori?
che diritti hanno? La CGIL vuole abolire i co.pro, però li usa per assumere personale.
L'ho già scritto altrove, lo ripeto adesso.
La flessibiltà è il futuro, adesso abbiamo solo precariato.
La mia generazione ha studiato pensando che un giorno si sarebbe "sistemata".
Che avrebbe trovato il posto per la vita, quello pagato discretamente, che gli avrebbe permesso di pagarsi il mutuo della casa la settimana di vacanza al mare.
In pochi anni la situazione è cambiata senza dare tempo alla società di abituarsi al cambiamento.
E cambiare modello di inserimento nel mondo del lavoro così repentiamente equivale a cambiare le regole.
Come entrare in campo per giocare una partita a calcio ed accorgersi che la squadra avversaria non ha più 11 giocatori, come avevate studiato a scuola, ma 20. In un lampo. Senza concertazione, senza niente.
A 10 anni di distanza dal pacchetto Treu, solo adesso stanno concedendo i mutui per atipici.
Prima hanno cambiato le regole, poi il mercato, le banche, ecc.. hanno cominciato ad adeguarsi. Ridicolo.
Comunque, torniamo a D.
Arrivo davanti all'ufficio, ci salutiamo e lui mi dice:
"beato te, che c'hai un lavoro così ben pagato".
Una volta i beati lavoravano per i sindacati.

P.S.: se le squadre impelagate nello scandalo calcio vengono punite con la retrocessione, l'anno prossimo il Catania ha buone possibilità di andare in Champions league.
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    Commenti
    #1   29 Maggio 2006 - 10:24
     
    La colpa delle legge Biagi non è della legge in sé, ma di come è applicata.
    Permetti che se una legge dice che gli stage servono alle aziende per avere un aiuto e ai giovani per far esperienza mi incazzo un tantino sapendo che le aziende se ne approfittano e passano di stage in stage. Precariato sì, ma io son due anni e mezzo che so' precaria, e non ti dico di andarmene da casa e metter su famiglia, ma un po' di libertà economica quando ce l'ho se con due lavori riesco a tirar su 400 euro al mese?!
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    #2   29 Maggio 2006 - 11:12
     
    Ecco, se qualche speranza la conservavo, adesso comincio davvero a pensarla diversamente. Che anche un sindacato (anzi, il sindacato) approfitti della Biagi è assurdo...
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    #3   29 Maggio 2006 - 11:21
     
    x Fulvia: hai tutta la mia solidarietà, sul serio.

    x Todo: col passare del tempo l'unica soluzione sarà l'autoimpiego. Peccato che le formule per l'autoimpiego in Italia siano decisamente farraginose.
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    #4   29 Maggio 2006 - 13:06
     
    Si hai ragione

    E' necessario che qualcuno dimostri coerenza con ciò che dichiara, ma la CGIL da tempo utilizza questi contratti ( prima utilizzava i co.co.co)

    ps forse, se anche il catania non ritorna in B ;)
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    #5   29 Maggio 2006 - 13:42
     
    beh se è per questo cgil , partiti etc non sono tenute a rispettare l'articolo 18, per cui...così come tutti gli enti locali di centrosinistra utilizzano cocopor etc.
    detto ciò..non mi pare che la legge cd Biagi abbia modificato granchè (cocopr a parte, ma già prima si utlizzavano a man bassa i cococo), tutto sommato le parti realmente "nuove" (staff leasing, job sharing etc) non sono state utilizzate.
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    #6   29 Maggio 2006 - 13:56
     
    Quello che scrivi è certamente grave. Mi piacerebbe sapere però che contratto ha D. Perché i factotum sono sempre esistiti e un tempo si chiamavano "volontari" (con un leggero rimborso). Ce ne sono anche all'Arci. Quanto alla flessibilità come futuro, sarei in teoria d'accordo con te. Il punto non è quale flessibilità, ma flessibilità di chi. Se sarà il lavoratore a poter scegliere quanto e quando lavorare in un giorno (salvo poi far tornare i conti a fine settimana o fine mese), se il lavoratore potrà (e quindi potrà anche non) saltare da un lavoro all'altro per sua scelta e non perché gli scade un contratto, be', allora questa flessibilità mi sembra buona e giusta, e al passo coi tempi. Se invece è solo un modo per tornare all'Ottocento riverniciandolo di nuovo, cioè un ritorno a quando era il padrone che decideva tutto del lavoratore, allora la società si avvinghierà su se stessa (banalmente: lavoratori meno gratificati sono consumatori meno motivati).
    Un caro saluto,
    Meslier
    utente anonimo

    #7   29 Maggio 2006 - 14:06
     
    Lasciamo perdere per un attimo la CGIL, anche se la storia vale anche per lei, ma io posso anche essere ferocemente contro la legge Biagi, contro il precariato, e richiedere fortissimamente che la legge sia cambiata ed il precariato eliminato, ma finche' questa e' la legge, il semplice regime di concorrenza mi impone di servirmene, e di servirmene nel modo piu' efficiente per me.
    Non e' col moralismo o coi principi etici che si mette il freno a certe aberrazioni, ma con leggi ben scritte, che pongano evidenti e chiari paletti, e che poi vengano fatte rispettare veramente.
    In Italia abbiamo una pletora di leggi che pretendono di regolare ogni cosa nei minimi dettagli, e nessuno che controlla che venga veramente fatto....
    Credo si debba partire da qui...
    Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mikecas

    #8   29 Maggio 2006 - 15:35
     
    "Tutti lì a fare i comunisti, a difendere i diritti dei lavoratori degli altri...
    e i propri lavoratori?
    che diritti hanno?"
    Appunto, ma la storia è sempre quella...come ad esempio il fatto che l'articolo 18 non si applichi ai sindacati oppure ai partiti...rendo?
    Loro sono "aziende buone", e possono sfruttare i lavoratori...
    Ottimo post, lo linkerò...
    Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente camelotdestraideale

    #9   29 Maggio 2006 - 16:09
     
    x Meslier: il fatto che i lavoratori meno gratificati sia meno motivati è una verità sacrosanta.

    x Mikecas:il regime di concorrenza, dalle mie parti, prevede che molti contendenti gareggino schierando lavoratori in nero.
    Nonostante i co.pro.
    Comincio a pensare che ci vorrebbe la tolleranza zero, per certi comportamenti.

    x Camelot: ero SICURO che avresti gradito... :-P
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