martedì, 13 giugno 2006,08:38

La piazza di Briatico - photo by http://www.poro.it

Ci sono episodi che davvero ti danno da pensare.
E' inevitabile quando senti certe cose.
Ieri è morto un uomo onesto e coraggioso. Ucciso a pistolettate e poi bruciato dentro un'automobile.
Non è ancora chiara la meccanica, ma sembra proprio che c'entri la malavita locale.
La stessa malavita che era stata colpita duramente da quest'uomo.
Nel 1998  Fedele Scarcella aveva denunciato i suoi aguzzini, dopo anni di violenze ed estorsioni.
Aguzzini che conosceva bene, che vivevano nella sua stessa terra.
Una denuncia che aveva portato in galera due esponenti di spicco.
Una bella storia di onestà calabrese.
8 anni passati in piena militanza antiracket, iniziative sostenute con il coraggio dei giusti, di chi ad un certo punto aveva deciso di alzare la testa e usare tutti gli strumenti che la giustizia italiana mette a disposizione.
8 lunghi anni passati in pace, ma con l'ombra crudele della mafia allungata su di lui.
Chè la mafia non perdona. Mai.
E ieri la storia si è conclusa tragicamente.
Adesso guardo le edizioni dei telegiornali, leggo i siti internet che si occupano di news, in prima pagina c'è sempre il faccione di Totti, sotto quella dei nostri politici.
In basso, troppo in basso, la triste storia della morte di un uomo che si era ribellato alla mafia. Mai in primo piano, troppo poco importante.
Prima il delitto Fortugno, poi questo omicidio. Ed il Presidente della confindustria calabrese lascia l'incarico e minaccia di lasciare la Calabria.
Populismo facile, il mio. Senza dubbio.
Alla fine rimangono solo chiacchere. Alla gente interessa di più la nazionale che queste storie di ordinario dolore.
Sto esagerando?

P.S.: In questo momento Cuffaro è in aula a rispondere delle accuse di favoreggiamento aggravato a cosa nostra. Altro che testimone di nozze!!!
  • author: d4rkcloud
  • category: mafia, attualità comunicazione pubblic
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    Commenti
    #1   13 Giugno 2006 - 09:11
     
    non parlarmi di nazionale, potrei ucciderti - quand'è che finisce la solfa?
    certe volte facciamo proprio schifo
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    #2   13 Giugno 2006 - 09:52
     
    Sono tornato Dark....
    Riprenderà la mia analisi critica del tuo blog.
    ;-)
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    #3   13 Giugno 2006 - 09:53
     
    x Jinzo: Oh-là-là!
    Passo a trovarti in giornata.
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    #4   13 Giugno 2006 - 12:25
     
    hai perfettamente ragione. il problema dell'italia sono gli italiani.

    http://fabiopeluso.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1044965
    utente anonimo

    #5   13 Giugno 2006 - 13:28
     
    non sbagli, ahimè

    e cosa facciamo, allora?

    S
    utente anonimo

    #6   13 Giugno 2006 - 14:04
     
    ha avuto coraggio ... la massa degli italiani no!
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    #7   13 Giugno 2006 - 17:21
     
    Il coraggio è una virtù quando si è soli al mondo...altrimenti no....se "puoi permetterti il lusso" di morire, perchè non hai famiglia è un grande merito essere coraggiosi...io e te che siamo meridionali sappiamo queste cose...che demagogia non sono...infatti a Napoli non muore in magistrato...non muore un poliziotto...non muore un carabiniere o un finanziere...e infatti la magistratura invece di indagare sulla Camorra o sulla politica collusa con la camorra, indaga su Moggi....
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    #8   13 Giugno 2006 - 18:08
     
    x Tisbe: la massa degli italiani nemmeno se lo pone il problema!

    x Camelot: sarà anche il coraggio di chi non ha niente da perdere, ma è pur sempre coraggio...
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    #9   13 Giugno 2006 - 23:54
     
    la piazza la conoco bene vado a mare giusto là vicino...la notizia che non avevo letto mi fa venire i brividi...ma quando finirà?
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    #10   14 Giugno 2006 - 00:32
     
    cazzo, fa rabbia.

    leggi l'intervista al presidente dell'associazione anti-racket calabrese.

    Poi leggi l'articolo sulla seduta in tribuna di Cuffaro, su LaSicilia.it

    Fa rabbia, tanta rabbia.
    E qui si parla di nazionale.

    Saluti.
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    #11   14 Giugno 2006 - 08:34
     
    buondì
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    #12   14 Giugno 2006 - 13:18
     
    se stai esagerando?
    Proprio per niente. Neanche e minimamente un po'.
    E a proposito del populismo. Credo che sia ora di smettere di tapparci la bocca e il cervello con la paura di essere populisti, banali, "facili". Al di là del calcio è la scelta editoriale che fa paura. Mettere prima una notizia e poi un'altra è una indicazione importante, è una scelta di marketing, e alla fine diventa decidere sotto sotto cosa deve essere più importante.
    Per fortuna un po' di populisti se ne accorgono. :)
    utente anonimo

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