
La piazza di Briatico - photo by http://www.poro.it
Ci sono episodi che davvero ti danno da pensare.
E' inevitabile quando senti certe cose.
Ieri è morto un uomo onesto e coraggioso. Ucciso a pistolettate e poi bruciato dentro un'automobile.
Non è ancora chiara la meccanica, ma sembra proprio che c'entri la malavita locale.
La stessa malavita che era stata colpita duramente da quest'uomo.
Nel 1998 Fedele Scarcella aveva denunciato i suoi aguzzini, dopo anni di violenze ed estorsioni.
Aguzzini che conosceva bene, che vivevano nella sua stessa terra.
Una denuncia che aveva portato in galera due esponenti di spicco.
Una bella storia di onestà calabrese.
8 anni passati in piena militanza antiracket, iniziative sostenute con il coraggio dei giusti, di chi ad un certo punto aveva deciso di alzare la testa e usare tutti gli strumenti che la giustizia italiana mette a disposizione.
8 lunghi anni passati in pace, ma con l'ombra crudele della mafia allungata su di lui.
Chè la mafia non perdona. Mai.
E ieri la storia si è conclusa tragicamente.
Adesso guardo le edizioni dei telegiornali, leggo i siti internet che si occupano di news, in prima pagina c'è sempre il faccione di Totti, sotto quella dei nostri politici.
In basso, troppo in basso, la triste storia della morte di un uomo che si era ribellato alla mafia. Mai in primo piano, troppo poco importante.
Prima il delitto Fortugno, poi questo omicidio. Ed il Presidente della confindustria calabrese lascia l'incarico e minaccia di lasciare la Calabria.
Populismo facile, il mio. Senza dubbio.
Alla fine rimangono solo chiacchere. Alla gente interessa di più la nazionale che queste storie di ordinario dolore.
Sto esagerando?
P.S.: In questo momento Cuffaro è in aula a rispondere delle accuse di favoreggiamento aggravato a cosa nostra. Altro che testimone di nozze!!!
- author: d4rkcloud
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