
Lo ripeto ancora; lo scrivente è sempre stato un garantista. L'ha già scritto più volte.
Contro la pena di morte, contro il giustizialismo a qualunque costo, i ditini ammonitori puntati e contro i grilletti facili.
Chè spesso chi accusa non è migliore di chi viene accusato.
Ma quando leggi certe notizie, allora i cordoni che trattengono l'ira becera della parte più intima ed animalesca insita in ogni essere umano, cedono miserevolmente. Tutti insieme.
Questo succede al sotto scritto solo in un caso:
pedofilia.
Ne ho già scritto qui, ne scriverò ancora sicuramente.
Mi si smuove un'onda anomala di sdegno inverosimile, la convinzione assoluta che il male esiste, ma non risiede all'inferno.
Sta qui. Vicino a noi. La storia completa è in questa pagina. Se non la conoscete, leggetela e poi tornate qui.
Mi rendo conto che la delicatezza e la complessità di certi temi richiederebbe analisi più approfonditi che le masturbazioni mentali di un grafomane incacchiato.
Però.
Se violenti due bambine, le uccidi e poi le butti in un fosso, bè...
Allora parlare di male infernale non è esagerato. E non c'è galera che possa raddrizzare i torti, specie se sei un recidivo, come la stragrande maggioranza di questi animali.
Preferisco stenermi da giudizi di merito, ma mi concedo una riflessione.
Provate ad immaginare, anche solo lontanamente, che quelle bambine siano state le vostre bambine.
Vostre, le avete concepite voi.
Le avete concepite assieme alla persona che amate, le avete cresciute insieme, le avete amate, coccolate, seguite nella loro crescita, dai primi passi fino al primo giorno di asilo.
Vi siete goduti la loro prima parola, avete passato le notti in bianco mentre piangevano, siete corsi all'ospedale per ogni febbre un pò più alta del normale
Poi le avete perse di vista in una sera in cui vi eravate ubriacati e non le avete viste mai più.
Provate ad immaginare che un mostro abbia ucciso non due bambine sconosciute, ma le vostre figlie.
Ecco.
Adesso se riuscite a sopravvivere al senso di colpa per aver scelto la sera ed il posto sbagliato per esservi dati alla pazza gioia, provate ad immaginare di trovarvi davanti il mostro.
Proprio lui.
E adesso trovate il coraggio di perdonarlo, se ci riuscite.
P.S.: mi unisco all'appello che ho trovato sul sito di Fulvia. Vediamo se possiamo fare in modo che si parli un pò più del disastro umanitario che sta avvenendo in Darfur.
P.P.S.: la Consulta ha negato l'immunità a Bossi per aver insultato il tricolore.
Se il reato di vilipendio alla bandiera non fosse stato depenalizzato dal governo di centrodestra, che si è sempre eretto a difensore del valore "PATRIA", Bossi adesso sarebbe in galera.
Con mio sommo dispiacere.
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