
(nella foto: uno che in Francia si è integrato benissimo)
In Francia si respira socialismo.
Lo senti un pò dovunque. Prendo ad esempio il caffè.
O quantomeno quella schifezza insulsa che, con grande coraggio e creatività, ti spacciano per caffè.
Ebbene viene venduto a 1,10 euro al centro di Parigi. Sui campi elisi costa 1,10 euro.
Nelle periferie costa 1,10 euro. DOVUNQUE a Parigi costa circa 1,10 euro.
Che sia un locale a 4 stelle come il Chat noir, oppure un baretto da quattro soldi con le immagini di Jim Morrison attaccate al muro. Sempre una schifezza. Sempre 1,10 euro.
Con buona pace degli esercenti italiani che, a secondo del posto, variano il prezzo del caffè dagli 0,60 fino a due e passa euro.
Inoltre le strade, gli autobus e le metropolitane sono piene di gente di vari colori e provenienza, un rifiorir di culture che sembrano ben integrate.
E lo sono davvero.
L'unico piccolo dubbio ti sfiora quando ti accorgi di una situazione abbastanza diffusa in questo paradiso socialista.
Noti che quasi tutti i tassisti, quelli che, come ho scritto ieri, ti portano da un capo all'altro della città per soli 8 euro, sono di origine africana.
Come sono di origine africana la maggior parte di coloro che puliscono le strade, raccolgono la spazzatura, ti portano i bagagli in camera negli hotel.
Neri o "marroni scuri".
Nonostante tutto, ci sono tanti neri ben integrati, francesi al 100%, con ottimi stipendi, case proprie e famiglie felici che passano le giornate a Disneyland. Che magari gestisnono uno di quei deliziosi minimarket aperti fino a tarda notte in cui puoi trovare di tutto, o che magari giocano nella nazionale di calcio (e piantano testate se gli toccano la sorella) o che rivestono ruoli di grande rilevanza all'interno di multinazionali.
Molti più che in Italia.
Dicono che i francesi sembra che si scusino quando parlano, perchè parlano, come ho già scritto ieri, con un volume bassissimo e mangiandosi le parole.
I francesi neri no.
Sono loro, le voci che senti nel silenzio triste della metropolitana francese.
Oppure di turisti spagnoli o napoletani. Non semplici italiani, napoletani.
Urlano, gridano, si fanno sentire, i neri francesi Sembrano non aver niente di cui scusarsi, al contrario dei loro compaesani.
E vivendo un pò di Francia, per quel pò che si può vedere in una settimana piena di permanenza lì, ti accorgi che è anche vero. Lavorano più degli altri in un paese che li ha accolti a braccia aperte, magari riservando loro all'inizio posti "non brillanti", ma dando loro la possibilità di affrancarsi.
Di cosa si dovrebbero scusare?
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