venerdì, 14 settembre 2007,10:49
Che il sottoscritto sia contro la pena di morte, se mi leggete da un pò, immagino lo sappiate.
Che il sottoscritto, quasi quasi, farebbe un'eccezione ogni tanto, forse no.
Tipo se ti capita di leggere di una ragazza di 20 anni stuprata, umiliata, costretta a bere l'acqua del cesso, a mangiare escrementi di animali, bruciata con acqua bollente da sei persone per una settimana.
Tre uomini e tre donne che si accaniscono contro una poveraccia, solo perché ha lasciato uno di loro.
Che poi la ragazza fosse nera e tutti i torturatori fossero bianchi diventa quasi un dettaglio, in mezzo a questo schifo.
Ok, magari pena di morte no.
Ma una carica di legnate, di quelle belle toste, magari sì.
Ma toste davvero.


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martedì, 17 aprile 2007,13:05


Mi tocca leggere sull'editoriale del Foglio di oggi, un ineguagliabile Rocca che trova il coraggio di liquidare la questione Blacksburgh, scrivendo che certe cose capitano perché “in America il possesso delle armi non è il prodotto di una cultura bullista o machista, piuttosto è collegato al principio della libertà personale garantito dalla Costituzione e alla base degli Stati Uniti “ e che, comunque, “l’America è un po’ matta “.
Chiaro no?


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sabato, 14 aprile 2007,14:11


(ringrazio Golem e Noantri per il video)

Che possiamo anche fare finta che ci sta che quattro ubriaconi inglesi si scaldino e qualcuno innocente prenda qualche manganellata destinata a qualcun'altro.

Anche se la persona in questione è una donna (o ragazza, non si capisce bene) di bianco crinita, colpevole di aver ripreso la vicenda con una videocamera.
Facciamo finta di capire, che non siamo dei santi e si sa come vanno certe cose, sappiamo che la polizia non ama essere ripresa, men che meno quando picchia col manico del manganello, la parte più dura.
Ciò non toglie che la divisa pesa come un macigno.
E non si può mettere sullo stesso piano hooligans e poliziotti.
Che se sei un teppista e fai minchiate, vai in galera o vieni multato.
Se sei poliziotto non va così.
Non te ne esci dicendo che erano ubriachi.
Non te ne esci dicendo che erano pericolosi, quindi hai dovuto menare forte.
Indossi una divisa, e meriti il massimo rispetto quando fai il tuo lavoro.
Ma quando sbagli in maniera così pesante, ti meriti tutte le critiche e le polemiche che ti sono piovute addosso.


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martedì, 10 aprile 2007,20:33

Ringrazio Francesco per lo spunto. No, non è quello nella foto!

Si suole dire che chi ha ragione necessita di poche parole chiare per esprimersi.
Gli altri fanno i democristiani.


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lunedì, 05 giugno 2006,08:48
immagineClara abita in una città del centro Italia. Non è importante il nome della città.
E' una donna di bell'aspetto, ma trascurato. Era bellissima da ragazza e lo sarebbe ancora se passasse un pò del suo tempo a curarsi di sè stessa, magari andare un pò in palestra, magari comprarsi qualche bel vestito.
Ma Aldo non vede bene certe cose. Non gli piace che sua moglie sia troppo truccata e pensa che spendere soldi in vestiti sia una stupidaggine. Ci ha messo un pò per imporre a Clara il suo modo di vedere le cose. Poi, complici un paio di ceffoni ben assestati, c'è riuscito.
Clara sa che se suo marito la picchia è colpa sua. Sa che non dovrebbe farlo arrabbiare, che lui lavora tutto il giorno.
Anche lei lavorava. Faceva l'istruttrice in una piscina. Era felice. Poi ha incontrato Aldo. Era bello, in forma, gentile ma forte.
E sono stati felici per parecchi anni. Poi il matrimonio. Un bel matrimonio in chiesa. Aldo che trova lavoro in una fabbrica in centro Italia. E Clara naturalmente lo segue, lasciando il suo lavoro. Lei è siciliana. Aldo è di origini calabresi, ma studiava in Sicilia. Adesso abitano in una città del centro Italia. Clara non esce mai di casa, chè Aldo non vuole. La vuole in casa, dove devono stare le donne. A badare alla casa e ai figli. Figli non ne arrivano. Allora badino alla casa.


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